
Nel contesto delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, le torri Staxo 100 di Doka sostengono lavorazioni fino a 30 metri di quota, garantendo sicurezza, capacità portante e velocità di montaggio in un contesto montano tra i più complessi del programma olimpico
Con l’inizio delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, le infrastrutture destinate a ospitare le competizioni assumono un ruolo sempre più centrale per territori e filiera delle costruzioni.
Tra queste, i lavori di adeguamento dello Stadio del Salto “Giuseppe Dal Ben” di Predazzo rappresentano uno degli interventi più complessi e strategici dell’intero programma olimpico.
Doka è parte attiva di questo progetto, affiancando Edilvanzo Srl di Cavalese – impresa mandataria della gara di appalto integrato – nella realizzazione dei nuovi trampolini di salto, attraverso la fornitura delle torri di sostegno Staxo 100 e di ulteriori soluzioni per le opere provvisionali. La cordata aggiudicataria comprende anche Elettroteam Srl di Predaia e MO.CA.M Srl di Bienno (Brescia), insieme al gruppo di progettazione.
Un cantiere olimpico in un contesto montano complesso
L’intervento ha preso avvio dopo la demolizione delle strutture preesistenti nel 2022 e ha previsto, come prima fase, il consolidamento del versante, caratterizzato da problemi di stabilità, seguito dalla realizzazione delle basi delle nuove piste di lancio, procedendo da monte verso valle. . Il contesto montano, con un pendio particolarmente scosceso e spazi operativi ridotti, ha imposto soluzioni in grado di garantire sicurezza, precisione e rapidità esecutiva.
Lo stadio sarà dunque dotato di due nuovi trampolini HS143 e HS109, in sostituzione delle precedenti strutture da 134 e 106 metri, oltre a una torre dedicata alle postazioni dei giudici. Le strutture sono state realizzate con muratura a doppia lastra e getto di completamento, solai a lastre tipo predalles – strutturalmente poggianti su una carpenteria metallica – e sono sostenute da opere provvisionali che integrano torri Staxo 100 e travi H20 Doka.
Le torri Staxo 100 per lavorazioni in quota fino a 30 metri
Le torri Staxo 100 sono state impiegate per sostenere strutture con luci comprese tra 11 e 15 metri, in lavorazioni a sbalzo e fino a 30 metri di quota, in condizioni logistiche particolarmente limitate.
In questo scenario, si sono rivelate decisive la loro elevata capacità portante, la modularità del sistema e la rapidità di montaggio, , elementi che hanno contribuito a ottimizzare le fasi di allestimento e disallestimento.
Come sottolinea Danny Garbin, tecnico commerciale Doka per il Trentino-Alto Adige, “la collaborazione con l’impresa si è sviluppata fin dalle fasi di definizione delle opere provvisionali. Con le torri Staxo 100 siamo riusciti a offrire una soluzione che coniuga sicurezza delle maestranze, velocità di allestimento e grande versatilità, elementi fondamentali in un cantiere di questa complessità".
Doka come partner tecnologico per le infrastrutture sportive
Il supporto Doka non si è limitato alla fornitura del materiale, ma ha accompagnato l’impresa lungo tutto il percorso di cantiere, adattando le soluzioni alle esigenze operative che si sono via via presentate. Questo approccio conferma il ruolo di Doka come partner tecnologico nelle opere più sfidanti, chiamate a diventare infrastrutture simbolo di un evento di rilevanza mondiale come le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026.
Unendo ingegneria, organizzazione del cantiere e collaborazione lungo tutta la filiera, il progetto dei trampolini di Predazzo mostra come le soluzioni di casseratura e sostegno possano contribuire in modo determinante alla realizzazione di infrastrutture sportive sicure, performanti e pronte a entrare nella storia dello sport internazionale.
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