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Un cassero a portale per il sottopasso di Mestre

06.06.2013 | News
Il 24 aprile lo staff dell’impresa Ing E. Mantovani ha festeggiato in cantiere il completamento delle opere strutturali del sottopasso ferroviario della linea Tramviaria T2, destinata a collegare Mestre con il terminal di Piazzale Roma a Venezia. Il cassero a portale Doka ha consentito di gettare contemporaneamente piedritti e solaio, velocizzando i tempi realizzativi e risolvendo anche la sezione curva del tunnel, con l’integrazione di raccordi in lamiera.

Impressioni

  • Lo staff dell'Impresa Mantovani
  • Il cassero viene posizionato con autogru
  • Bocchettoni di getto disposti lungo il cassero
Il sottopasso è una delle opere tecnologicamente più significative della nuova linea Tramviaria T2: 400 metri complessivi di lunghezza, dei quali 258 si sviluppano sotto la sede dei binari, con ulteriori 140 metri di rampe di accesso. Il tunnel principale è un manufatto scatolare in cemento armato che viene costruito in opera, senza interrompere la circolazione dei treni, grazie ad un sistema di ponti provvisori che ne sopportano il passaggio fino a velocità di 80 km/ora.

Alta portata e velocità

Per accelerare le operazioni di costruzione, piedritti e solaio del tunnel venivano casserati con un portale Doka e gettati contemporaneamente. Il cassero a portale è costituito da una struttura realizzata con sistema ad alta portata SL1 (metallico e modulare) e da moduli di cassaforma a travi Top50. Progettato per rispondere a pressioni di getto di 80 kN/m2, si sposta su rulliere metalliche che gli consentono di muoversi da una sezione di getto all’altra molto rapidamente. Basta agire su appositi regolatori per allontanare di alcuni centimetri il cassero dalle pareti e dal solaio, per poi trainare l’intera struttura in posizione per il nuovo getto. I vibratori, integrati nella struttura, consentono di realizzare una finitura a vista che non richiede altre lavorazioni ed è esente da nidi di ghiaia o imperfezioni.
La particolare struttura a portale è stata apprezzata dai tecnici dell’impresa in quanto ha consentito il passaggio senza problemi dei mezzi impegnati nelle operazioni di smarino durante tutta la durata del cantiere. Infine, la modularità del getto ha consentito di gestire la sezione curva del tunnel, semplicemente scomponendo il portale in elementi di 3 metri di lunghezza, e raccordandoli con lamiere di compensazione.

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