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Torino avrà un cuore di caffè

12.05.2016 | News
Quasi terminati i lavori per il nuovo Quartier Generale della Lavazza a Torino, realizzato da Colombo Costruzioni, subappaltatore Ricca Costruzioni, con strutture provvisionali fornite da DOKA Italia.

Impressioni

Torino ha cambiato pelle a partire dalle Olimpiadi Invernali de 2006; da allora il capoluogo torinese si è completamente rigenerato, sia a livello urbanistico sia come occasioni culturali. Ora, il nuovo Centro Direzionale Lavazza (che sarà pronto quest’anno) si innesta proprio in questa dinamica urbana, andando a riqualificare circa 30 mila metri quadri, prima occupati da una grande area industriale dismessa (in precedenza vi insisteva la Società Elettrica Alta Italia, poi la Sip e per ultimo l’Enel) nel centro di Torino. La nuova struttura, per volontà della famiglia Lavazza, si inserisce con estrema attenzione nel tessuto urbano, contribuendo a riqualificare un intero quartiere, con dotazioni urbanistiche (giardini, parcheggi) a disposizione dei cittadini.

Il cuore del progetto è, infatti, rappresentato da una vasta piazza alberata al centro dell’isolato incardinata sull’asse di via Parma, che metterà in comunicazione la struttura della ex-centrale Enel recuperata con la quella nuova della Lavazza. Quest’ultima entra in contatto osmotico con la città mediante un atrio vetrato che si affaccia sia su via Bologna sia sul nuovo spazio verde; l’edificio si “innesta” sulla città esistente con grande attenzione. Le altezze dei corpi edilizi e la qualità delle facciate – caratterizzate da un reticolo costituito da fasce marcapiano, paraste e da ulteriori vetrate aggiuntive serigrafate con macro figure; nonché dalla particolarità delle diverse tonalità di colore.

Il nuovo Quartier generale di Lavazza, ormai quasi completo, progettato dallo Studio Cino Zucchi e Associati (lo studio di ingegneria è Ai Engineering), sarà una struttura a basso impatto ambientale e sarà candidato alla certificazione LEED® (Leadership in Energy and Environmental Design) di livello Gold.

L’incarico di realizzare questa nuova importante struttura è stato assegnato alla Colombo Costruzioni di Lecco in qualità di General Contractor che ha affidato in subappalto le strutture in calcestruzzo alla Ricca Costruzioni di Castrezzato. Entrambe le aziende hanno concordato di avvalersi delle attrezzature fornite da DOKA Italia di Colturano per le opere provvisionali. Altissima l’attenzione alla qualità del costruito, rispetto ferreo dei tempi stabiliti dal crono-programma così come altrettanto alla sicurezza in cantiere: questi i cardini di un cantiere che marcia come un “clavicembalo ben temprato” nonostante le tante imprese impegnate nei lavori.

Un cantiere ben temprato (dalla direzione lavori)

Ci parla della filosofia di gestione del cantiere, Corrado Caldera, responsabile di cantiere per Colombo Costruzioni, un’esperienza vastissima nella direzione lavori maturata sui più importanti cantieri italiani degli ultimi anni. “Interveniamo come direzione di cantiere, subito dopo la definizione economica dell’offerta e, come è successo qui a Torino, andiamo a individuare le migliori soluzioni in merito ad attrezzature, mezzi e dinamiche di sollevamento in quota che ci consentano una gestione ottimale del cantiere nel tempo sia dal punto di vista della produttività sia da quello, non meno importante, della sicurezza. Un esempio pratico può aiutare: il Piano di Sicurezza e Coordinamento prevedeva l’impiego di due gru a torre, in fase di offerta Colombo ne ha inserite tre, poi portate a quattro, proprio in base alle necessità operative riscontrate in cantiere".

“Come Colombo Costruzioni - continua Caldera - poniamo particolare attenzione alla gestione del cantiere, che è completamente perimetrato e dotato di strutture di accesso con guardiania e tornelli tipo stadio per la registrazione tramite badge, in modo da aver sempre sotto controllo, in tempo reale, il numero di persone presenti, fattore questo essenziale per poter intervenire con efficacia in caso di emergenze. Altrettanta cura viene posta in cantiere per lo studio dei percorsi, le rampe carrabili vengono rigorosamente separate da quelle pedonali, proprio per ridurre al minimo i rischi di flusso promiscuo fra persone e mezzi”.

“Colombo sceglie i subappaltatori sia, ovviamente, tenendo in considerazione l’aspetto economico sia però anche valutandone l’affidabilità operativa, anche in relazione di cantieri già effettuati in precedenza con la nostra azienda; questo perché per noi, il rispetto delle tempistiche previste e la qualità delle lavorazioni sono un valore irrinunciabile”.

“Colombo Costruzioni svolge anche un’azione importante nell’influenzare la scelta delle attrezzature che i subappaltatori devono utilizzare nei nostri cantieri, soprattutto quando queste abbiano un valore strategico su fattori chiave come la produttività, la sicurezza, e la gestione del cantiere.

Qui a Torino, con Ricca Costruzioni, che si occupa di realizzare le strutture portanti in elevazione delle nuove palazzine del nuovo centro Direzionale Lavazza , abbiamo scelto una serie di strutture provvisionali DOKA. Questo, non solo per la leadership del marchio a livello mondiale, ma anche perché avevamo avuto risultati eccellenti in un importantissimo cantiere recentemente gestito a Milano, la Torre Isozaki.

In particolare abbiamo concordato con DOKA di mettere a punto un sistema di paramento esterno a protezione di due piani (molto più leggero di quelli utilizzati nelle strutture alte) che ci consentisse di lavorare in aderenza alla viabilità esterna del cantiere (Largo Brescia, via Palermo e via Ancona) senza problemi di sicurezza per gli automobilisti e i pedoni, dato che la caduta di materiali, anche minuti, era completamente inibita da un sistema di ribaltine e di apposite guarnizioni. Con il sistema usato abbiamo anche evitato interruzioni o riduzioni della viabilità, riducendo quasi a zero l’impatto urbano esterno all’area di lavoro, oltre naturalmente garantire un alto livello di produttività e sicurezza per il personale impiegato nella realizzazione delle strutture.

La corretta gestione del cantiere e la prestazione dei sistemi provvisionali ci ha consentito di anticipare i tempi previsti dal crono-programma: sui parcheggi sotterranei siamo riusciti a concludere circa 45 giorni prima di quanto previsto. La stessa situazione è stata replicata con i solai, anche se la struttura da questo punto di vista era particolarmente complessa con parti di solaio pieno a piastra (da 25 cm) con doppia armatura e parti eseguite in elementi post-tesi (fino a 50 cm, con sistema di alleggerimento a igloo).

DOKA ci ha aiutato anche - conclude Caldera - nella realizzazione dei pilastri facciavista del parcheggio sotterraneo e delle strutture in elevazione; le sezioni dei pilastri erano sia circolari sia a “biscotto” (lati lunghi retti, con terminali curvi): in entrambi i casi abbiamo utilizzato dei casseri metallici con l’obiettivo di ridurre al minimo le lavorazioni dopo il getto, eliminando anche i tradizionali fori per i tiranti, attraverso profili particolari che hanno spostato i tiranti all’esterno del pilastro stesso. Il risultato ottenuto è stato quello di una superficie perfettamente complanare, senza discontinuità. DOKA è anche intervenuta in cantiere, con servizi aggiuntivi, per rigenerare il manto dei casseri che, dopo un certo numero di utilizzi, non raggiungevano i nostri standard qualitativi: questo ci ha permesso di evitare le rasature superficiale, con considerevoli risparmi in tempi e economica, oltreché per l’immagine dell’impresa”.

Strutture provvisionali e sicurezza

Davvero numerose le tipologie di prodotto che Ricca Costruzioni ha impiegato in cantiere, tutte fornite da DOKA, sotto la supervisione di Colombo Costruzioni; si va dallo schermo di protezione perimetrale, tipo wind shield, creato appositamente per questo cantiere e basato sul sistema Top50 abbinato a elementi in lamiera grecata, fino ai tavoli per solaio modulari Dokamatic utilizzati per rispettare le impegnative produzioni di solaio previste dal crono-programma dei lavori (i tavoli Dokamatic abbattono del 50% i costi, anche grazie alle prolunghe orizzontali per le compensazioni vengono integrate nel sistema).

DOKA ha poi fornito una serie di torri di puntellazione Staxo 100 per il getto delle velette e degli elementi a sbalzo dei solai; le torri, che hanno portata fino a 100 kN per puntello, consentono una puntellazione sicura anche di grandi carichi, e sono composte da telai di 152 cm di larghezza con tre altezze disponibili 90 cm, 120 cm e 180 cm. Le diagonali di irrigidimento a croce consentono di semplificare le operazioni di montaggio, mentre la teste e il piedi registrabili permettono di ottenere in cantiere una regolazione precisa al millimetro dell’altezza.

Infine, i casseri metallici utilizzati per realizzare i pilastri circolari e a “biscotto” del parcheggio interrato sono stati messi a punto, in collaborazione con la committenza, per consentire un disarmo il più possibile pulito, che non ha richiesto opere di finitura e lavorazioni successive.

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